[SODALIZIO DEL PIANTO E DEI ROVI] L`ERA DEL CREPUSCOLO - VERSO MINAS ERIK
Aperta da Furcas · ultima attività 19/10/2026 13:06 · 15 risposte · dati generati il 24/10/2026 18:34
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Altior Minas.
Domina Raven,
la Vostra è una domanda pertinente che attende da un po' una mia risposta e intendo proprio rispondere in pubblico perché mi consente di precisare ulteriormente il significato delle mie parole.
Riconoscere a ogni Popolo il diritto di vivere secondo i propri principi non significa riconoscergli automaticamente il diritto di insediarsi nella Contea di ERIK, né tantomeno di imporre quei principi ad altri.
Recentemente la Corte ha pubblicato nel proprio bollettino, il Proclama Generale degli Infeudamenti che costituisce il fondamento valoriale della nostra comunità e al quale ogni Corporazione accolta è chiamata a conformarsi.
Un documento pubblico, limpido nei suoi intenti e inequivocabile nei propri principi: Accoglienza, Onore, Giustizia, Fede nel Giusto, Dottrina Morale, Fratellanza, Coraggio e libertà dei Popoli.
Principi che consideriamo inviolabili, non merce di scambio da sacrificare alla convenienza politica o commerciale.
La Contea non è consacrata a un'unica Religione, bensì agli ideali della Cavalleria. Questo non significa indifferenza dinanzi al Bene e al Male.
Come personalmente chiarito dall'Augusto Conte, occorre distinguere la Natura di un individuo dal suo Allineamento e dalle sue intenzioni. Appartenere a una razza tradizionalmente associata all'Oscurità non significa necessariamente perseguire il Male.
Ben altra cosa è professarne il trionfo, operare per assoggettare altri Popoli o pretendere di stabilire nelle nostre terre un potere contrario ai valori della Contea.
Per costoro non vi è posto sotto la protezione di ERIK.
E consentitemi, a questo punto, una considerazione.
La Corte di ERIK non ha scoperto ieri la necessità di contrastare il Male. Sono anni che combattiamo le forze dell'Abisso, che contendiamo loro i nostri territori e che affrontiamo Draghi Oscuri e quanti abbiano tentato di imporre il proprio dominio sulle Nuove Terre.
Non solo per scelta, sovente per necessità; perché quelle minacce sono giunte direttamente alle nostre porte.
Eppure, quando si discute della nostra presunta incoerenza, si cita invariabilmente il Maniero delle Nuove Terre, dimenticando una distinzione fondamentale: sebbene sorga entro i confini della Contea, il Maniero non è mai appartenuto alle proprietà del Conte ERIK, né è stato da Lui concesso ai Cavalieri Neri.
La sua presenza in quelle terre è frutto di un singolare scherzo del Fato, non di una scelta politica o di una concessione dell'Augusto Conte.
Si dimentica, invece, il Castello delle Nuove Terre, che fu la Corte del Nibbio a concedere ai Draghi delle Tenebre, contro i quali la Contea ha poi dovuto combattere per evitare la loro diffusione nelle Nuove Terre. E voi lo sapete bene, Raven.
Sono vicende differenti, che meritano di essere ricordate nella loro interezza.
E, per quanto concerne i Cavalieri Neri, non mi risultano, fino ad oggi, azioni condotte dal Maniero per sovvertire l'autorità della Contea, provocare disordini nelle nostre terre o imporvi la loro causa.
Ciò non costituisce un riconoscimento dei loro ideali, né impedisce alla Corte di assumere le decisioni che riterrà opportune riguardo al Maniero.
La neutralità politica non equivale a complicità. La tolleranza non equivale a sostegno. E la libertà personale non comporta il diritto di imporre ad altri la propria volontà.
Questo, domina Raven, è il significato delle mie parole.
La Contea rispetta la libertà degli altri Popoli e non pretende di governarne le coscienze. Ma conserva il diritto e il dovere di scegliere chi accogliere stabilmente nelle proprie terre e quali principi debbano regolarne la convivenza.
Non chiediamo a tutti di essere uguali. Chiediamo a chi desidera appartenere alla Contea di rispettare ciò che essa rappresenta.
E per sapere cosa rappresenti, non occorrono congetture.
Basta leggere il nostro Proclama.
| Gamesh |
Qui non habet scopum e non habet magnas occupationes, passa la giornata a ingannare tempus sparlando dei soliti proximis suis; io fui ingressus in queste bacheche solo per legendum due cronache in pace e invece me inveni davanti a un severissimum tribunalum di giudici improbabilis: ma carissimi, unusquisque guardi in propria casa, sempre che ne habeat una vera e non solo fumum et chiacchiere!
Spiritellum Ordinaris
altro giro, altra corsa!