[SODALIZIO DEL PIANTO E DEI ROVI] L`EDITTO SOLENNE DI LORD FURCAS : LA MEMORIA E L`AVVENTO DELLA VOCE DI SIMEHT
Aperta da Furcas · ultima attività 24/10/2026 10:02 · 34 risposte · dati generati il 24/10/2026 20:54
Dal crocevia delle Nuove terre al Pianto del Nano
Dalle case su Ruote ai Confini dell'abitato.
Ai Sodali, ai Fratelli, ai Cavalieri, alle Dame e a tutti gli Alleati ...
Che le lanterne ardano nella notte, che le spade non dimentichino il proprio giuramento e che nessun cuore, per quanto gravato dal timore, smarrisca la via dell'onore.
Ascoltate queste parole e serbatene il peso, poiché non sono pronunciate per seminare terrore, bensì per destare le coscienze e richiamare ciascuno di noi al dovere che il nostro giuramento impone.
Ieri, presso il confine tra le Nuove Terre e il Pianto del Nano, là dove i rovi custodiscono segreti antichi e le ombre si allungano al calare del sole, dove il Pianto è Nebbia, la Voce di Simeth si è manifestata al mio cospetto, a quello di Fratello Dragone e di Fratello Topografo.
In principio assunse le sembianze di un vecchio monaco, figura consunta dal tempo e avvolta in un'apparente quiete. Ma, riconosciutomi attraverso l'ombra tremula delle lanterne invetriate e dondolanti, abbandonò ogni apparenza e si rivelò per ciò che era.
Fu allora che recò il suo verbo nefasto.
Maree nere. Sigilli infranti. Le porte del Tempio spalancate.
Queste furono le immagini della sua profezia: presagi di rovina, minacce rivolte alle cuspidi di luce, promesse di un'oscurità pronta a divorare ciò che abbiamo giurato di proteggere.
E, dopo aver pronunciato il suo anatema si disperse nella boscaglia, invocando il proprio esercito nero, come un presagio che scompare tra i rami per lasciare dietro di sé soltanto il silenzio e domande.
Non conosciamo ancora la reale natura dei suoi propositi, né possiamo affermare quali desideri muovano i suoi passi. Possediamo ipotesi, sospetti e interrogativi, ma nessuna certezza degna di essere chiamata verità.
Eppure, fratelli e sorelle d'arme, vi sono notti in cui persino l'incertezza diviene un monito.
E questa notte è una di quelle.
Ma sappiamo una cosa certa, abbiamo un vantaggio concessoci :
Stanotte, la Luce, e il Caos Primordiale si troveranno faccia a faccia e l'equilibrio è chiamato in causa per preservare la sua sacralità.
Non conosciamo il numero di coloro che potrebbero levarsi contro di noi, né la misura della minaccia che incombe oltre il velo dell'oscurità. Ignoriamo quali volti si celino dietro le ombre e quali promesse di devastazione siano già state sussurrate fra i rovi.
Ma una cosa sento nel profondo: quando questa notte avrà consegnato i suoi segreti all'alba, nessuno di noi sarà più esattamente ciò che era prima.
Poiché ogni incontro lascia un segno. Ogni battaglia, anche quando non versa sangue, pretende un tributo e ogni scelta compiuta rivela quale parte di noi stessi abbiamo deciso di nutrire.
Non vi chiedo di abbandonarvi al timore.
Vi chiedo di non confondere il coraggio con l'imprudenza, la fermezza con la crudeltà, né la prudenza con la debolezza.
La vera forza di un Cavaliere non risiede soltanto nella lama che impugna, ma nell'equilibrio che custodisce quando il mondo intero minaccia di precipitare nel Caos.
Sia dunque manifesto a tutti voi il nostro monito.
L'equilibrio sacro non dovrà essere violato.
I confini territoriali che abbiamo giurato di proteggere rimarranno inviolabili, non per vanità, non per sete di dominio, ma per rispetto del patto che ci unisce e della parola che abbiamo consegnato alla nostra terra.
Nessuna minaccia, nessuna profezia e nessuna armata avvolta nel nero potranno cancellare un giuramento pronunciato con onore.
Ogni Confederazione annessa a Minas, ogni fratello, ogni dama, ogni cavaliere e ogni alleato sia dunque informato di quanto è stato annunciato.
Che il messaggio raggiunga tutti coloro che condividono con noi il peso della difesa e la dignità dell'alleanza.
Non per alimentare il panico, ma affinché nessuno venga colto impreparato; non per invocare una guerra, ma perché la pace non sia scambiata per inerzia.
Nessuna marcia nera dovrà varcare i confini delle Terre di Erik Santi senza che il nostro giuramento venga chiamato a risponderne.
Che sia chiaro: non cerchiamo una guerra per saziare l'orgoglio, ma non permetteremo che la nostra moderazione venga interpretata come resa.
Le nostre porte resteranno aperte alla parola leale e chiuse alla sopraffazione. La nostra mano saprà offrire pace a chi la desidera sinceramente, ma non tremerà qualora fosse costretta a difendere ciò che ama.
Noi risponderemo secondo la legge che abbiamo scelto di portare nel cuore.
Pace con la pace.
Verbo con il verbo.
Guerra alla guerra.
Sangue con sangue.
Morte con morte.
Non siano queste parole interpretate come un invito alla crudeltà, bensì come il solenne riconoscimento delle conseguenze che ogni azione porta con sé.
Alla parola leale risponderemo con la parola leale; alla mano tesa, con la nostra mano; alla minaccia, con la fermezza; all'aggressione, con la difesa che il dovere esige.
La nostra parola non vacilla.
Ogni debito sarà saldato con onore e ogni credito sarà rivendicato con fermezza. Non dimenticheremo chi ci avrà offerto amicizia, né chi avrà scelto di tradire la fiducia concessagli.
Poiché l'onore non consiste nel dimenticare le offese, ma nel non permettere che esse trasformino il nostro cuore in ciò che abbiamo giurato di combattere.
Ricordate, fratelli e sorelle: anche quando la notte reclama il suo tributo, persino quando il pianto bagna la terra e i rovi si stringono attorno ai nostri passi, dovremo conservare l'equilibrio fra giustizia e vendetta, fra coraggio e giudizio, fra la necessità di combattere e la saggezza di saper attendere.
Non ogni lama sguainata è onorevole. Non ogni vittoria è giusta. Non ogni silenzio è debolezza.
Tutti noi, sappiamo che la vita e la morte sono sorelle.
L'una ci concede il tempo di scegliere; l'altra ci ricorda che ogni scelta ha un prezzo.
Camminano fianco a fianco lungo il sentiero degli uomini, delle Dame e dei Cavalieri, e nessuno può separarle senza tradire la natura stessa dell'esistenza.
Dentro ciascuno di noi dimorano due lupi.
Il primo è fatto di luce e speranza. Si nutre di lealtà, compassione, coraggio e amore. È il lupo che ci rialza quando cadiamo, che ci ricorda il valore della pace e che mantiene accesa una lanterna anche quando il vento sembra deciso a spegnerla.
Il secondo è fatto di disperazione e oscurità. Si nutre di rancore, paura, odio e desiderio di distruzione. È il lupo che sussurra che ogni ferita debba essere vendicata, che ogni avversario debba essere annientato e che persino l'onore sia sacrificabile in nome della vittoria.
Entrambi conoscono la nostra voce.
Entrambi attendono di essere allattati.
E quando la notte sarà più profonda, quando il pianto si mescolerà al vento e i rovi nasconderanno il sentiero, ciascuno di noi dovrà affrontare la domanda che nessuna spada può risolvere al suo posto.
Quale lupo vincerà?
Vincerà quello che avremo scelto di nutrire.
Non quello che urla più forte. Non quello che porta la lama più affilata. Non quello che promette la vendetta più dolce.
Vincerà quello al quale avremo consegnato i nostri pensieri, le nostre azioni e la parte più segreta della nostra anima.
Perciò, quando sarete chiamati a scegliere, ricordate chi siete, ricordate ciò che avete giurato e ricordate coloro che confidano nella vostra parola.
Perché si può sopravvivere a una notte di guerra e perdere ugualmente sé stessi.
E si può attraversare l'oscurità più profonda senza smarrire la luce che ci rende degni di essere chiamati fratelli.
Che le vostre lame siano pronte, ma che i vostri giudizi siano ancora più saldi.
Che le vostre sentinelle veglino, che i vostri messaggeri raggiungano le terre confederate e che nessuno dimentichi il valore dell'alleanza che ci lega.
Non cedete al timore, ma non disprezzate il pericolo.
Non cercate il sangue, ma non temete il dovere.
Non lasciate che il Caos vi convinca a diventare suoi figli.
Se verrà la pace, la accoglieremo con dignità.
Se verrà la prova, la affronteremo con fermezza.
Se verrà la guerra, non saremo noi a dimenticare il significato del nostro giuramento.
E se la notte dovesse reclamare il suo tributo, possa trovarci uniti, vigili e fedeli alla nostra parola.
RIFLETTETE.
VEGLIATE.
TENETEVI PRONTI.
Che la luce non vi renda ciechi, che l'oscurità non vi renda crudeli e che l'equilibrio non abbandoni mai i vostri cuori.
Poiché i rovi possono ferire la carne, il pianto può spezzare il silenzio e la notte può inghiottire persino le stelle…
NESSUNA OSCURITÀ POTRÀ CANCELLARE UN GIURAMENTO CHE VIVE NEL CUORE DI CHI NON HA DIMENTICATO IL PROPRIO ONORE.
Con la fermezza di chi custodisce la propria terra, con la solennità di chi conosce il prezzo della parola data e con la speranza di chi ancora crede che persino nell'oscurità più profonda possa sopravvivere una scintilla di luce.
Nel nome dell'Onore. Nel rispetto dell'Equilibrio. A difesa delle Terre di Erik Santi.
LORD FURCAS, IL CAVALIERE DI CENERE
LA MONTAGNA DI LACRIME
EX LEGGENDA DEI CAVALIERI ERRANTI
MEMORIA DEL SODALIDIO DEL PIANTO E DEI ROVI
Obliviti non obliviscuntur, Corvo.
Diecimila monete per un esercizio di simile levatura mi paiono un investimento assai generoso.
Tuttavia, dal momento che mostrate tanta solerzia nell'adoperare le pubbliche teche per dileggiare il Sodalizio, mi permetto di offrirVi un'occasione per dimostrare che dietro il gracchiare dell'inchiostro vi sia qualcosa di più di una lingua ben allenata.
Vi sfido pubblicamente a duello.
Scegliete il luogo, concordiamo le condizioni e presentateVi al mio cospetto.
Avrete modo di sostenere le vostre accuse dinanzi a testimoni e di rispondere, con la lama, alle offese che avete reiteratamente affidato alla pubblica lettura.
Non Vi chiedo di condividere i nostri ideali, né di risparmiarci le vostre critiche. Vi chiedo soltanto di assumervi la responsabilità delle parole che scegliete di rendere pubbliche.
La libertà di giudicare non esime dal dovere di rispondere delle proprie affermazioni, e il disprezzo ostentato non costituisce, di per sé, prova di coraggio.
Naturalmente, siete libero di rifiutare. Ma, in tal caso, abbiate almeno la cortesia di risparmiarci ulteriori lezioni sul valore altrui, finché non avrete dimostrato il vostro.
Ora tocca a Voi, Corvo. Vediamo se sapete scendere dal trespolo o se il Vostro è solo un inutile gracchiare.
Lord Urkraft Moonfire
Prima Lama della Corte di Erik
Campione delle Lacrime e dei Rovi
Questa sarà l'ultima pergamena con cui affliggerò questa teca: badate bene a comprenderne il testo.
La mia sfida a duello, formulata secondo i dettami della Cavalleria di cui mi faccio rappresentante, è stata depositata nell'apposita sezione dedicata ai Duelli.
Lì troverete termini e condizioni della contesa, affinché ogni questione possa essere affrontata nella sede opportuna, lontano da ulteriori schermaglie d'inchiostro.
Scegliete un'arma, accettate le norme che disciplinano il Duello o rinnegatelo.
Non V'è spazio per la vostra personale interpretazione della contesa a stabilirne le condizioni.
Lord Urkraft Moonfire
Prima Lama della Corte di Erik
Campione delle Lacrime e dei Rovi
L'Oscurità non mira a cancellare alcun giuramento, mira a prendersi ciò che non gli spetta.
È così da sempre.
L'Equilibrio che decantate non troverà mai apprezzamento da un Paladino, perché rappresenta la scelta di schierarsi anche con chi serve il Male ed il Caos quando riterrete aver senso farlo.
E questa cosa un senso non l'avrà mai.
Condottiero di Nemesh
Khaza di Casa di Ferro

Lord Urkfraft Moonfire, Prima Lama della Corte di Erik, Campione delle Lacrime e dei Rovi, siete un Cavaliere e sfidate a duello d'Onore qualcuno che Cavaliere non vuole esserlo e non fa nemmeno finta di volerlo essere?
Al Pianto del Nano conduco la mia guardia,
Il Sodalizio è presente, è pronto.
L'empia voce si è svelata e con essa i progetti di chi confessa il Falso.
È ora che la dialettica lasci spazio alla vera fede, che non prevede scontri d'orgoglio o puntiglio,
La luce non è prerogativa di alcuno, non è a discernimento d'essere umano, è la via da seguire, la Madre non dona risposte certe o facili obiettivi, propone quesiti, ci dona il dubbio attraverso cui metterci alla prova ed elevarci.
Deve cessare, ora, l'inutile e sterile diatriba tra chi è più illuminato e perché, non è per vessilli o scranni che ci prepariamo a combattere, ma per impedire all'oscurità di dilagare e ve lo dico, l'oscurità è più densa e unita della Luce che vedo.
Come sempre,
La mia vita va alle anime pure, agli innocenti, la mia ira ed il mio sacrificio al servizio dei più deboli,
Oltre l'Orgoglio
Oltre ogni Credo,
Perché anche un cieco che conosce solo le tenebre, seppure ignaro, può essere toccato dalla luce.
Dragone.
Stanotte vedremo chi sguainerà la Spada offrendo il proprio Petto e il proprio Sangue come Baluardo contro il diffondersi dell'Empietà nelle Terre dei Giusti e dei PopoliLiberi, e chi rimarrà a duellar di Fioretto usando la Piuma per vergare la Frase più caustica con cui pascere il proprio Ego.
L'Invito, l'Appello di Lord Furcas è offerto a Tutti. Tutti coloro che nel proprio Animo ripudiano il Male, la Corruzione, l'Abominio.
A Nessuno sia concesso dunque l'Alibi di sentirsi escluso e quindi offeso al Punto da giustificare pubblici Insulti.
Se stanotte assisteremo all'Avanzata del Male o alla Sconfitta dell'Empio il Merito sarà di chi sarà combatterà a Pianto del Nano.
L'Onta ricada sugli Assenti.
LadyMalik
La Strega di Corte - Signoria di ERIK
Il Condottiero ha parlato e la sua parola impegna ogni Paladino.
E per fortuna! Mi sono fermato al terzo litro di inchiostro versato dall'autore di questa roba e che Nemesh mi fulmini se ci ho capito qualcosa.
Bla bla bla il male, bla bla bla confini, bla bla bla giuramenti.
Lo capisco il povero Corvo. A lui tutta la mia solidarietà.
JDeMolay StoneHammer
Paladino dell'Antico Codice


E v'è pure il coraggio di definirsi Cavalieri.
La neutralità è la vostra che parlate parlate e non vi schierate con Luce o tenebre perchè non avete coraggio e capacità voi e i vostri uomini.

< la runa Sowulo è tracciata a bordo pergamena >
una processione. di questuanti il cui solo nemico giurato e dichiarato è la convinzione che l'uomo possa a questo mondo trovare la pace.
Priore del Vuoto
che Furcas Memoria di questa bitta,
l'intero Bosco dei Lupi lo sta disboscando per queste pergamene delle quali abusa brutalmente nelle Pubbliche Teche.